La classica ricetta napoletana. Con capperi, prezzemolo e due spicchi d’aglio
Non dimenticate di cospargere il pesce di prezzemolo tritato. E se vi avanza la salsa, non sprecatela: è ottima per condire spaghetti o linguine
La cucina napoletana valorizza al meglio il baccalà e lo stoccafisso. E riesce a utilizzare questo pesce così sano, nutriente e saporito, in diverse versioni. Tra queste la più prelibata è la ricetta del baccalà al pomodoro. Molto facile da preparare.
Ingredienti
800 g di baccalà o stoccafisso ammollato
500 g di pomodori maturi
2 spicchi di aglio
1 cipolla
100 g di olive nere di Gaeta
50 g di capperi dissalati
1 ciuffo di prezzemolo tritato
Sale, olio
Acciuga sott ‘olio, uva passa, pinoli
Vino bianco (facoltativo)
Preparazione
Riscaldate un po’ d’olio in un tegame, tritate l’aglio e la cipolla e fateli rosolare.
Aggiungete le olive snocciolate e i capperi dissalati, eventualmente un filetto o due di acciughe sott’olio, fate insaporire e al contempo sciogliere l’acciuga a fuoco basso. Se volete essere ligi alle usanze più antiche, potete mettere nel sugo un cucchiaio di uva passa fatta rinvenire in acqua e un cucchiaio di pinoli. A questo punto io verso un mezzo bicchiere di vino bianco secco e faccio sfumare prima di aggiungere i pomodori tagliati a filetto.
Coprite per tre quarti il tegame e lasciate cuocere. Al posto dei pomodori maturi potete usare i pelati o la polpa già pronta o anche la passata.
Tagliate i filetti di pesce a crudo in pezzi da 3/4 centimetri, eliminando la lisca centrale e quante più spine potete, lasciando però la pelle. Quando la salsa è a metà cottura, e comunque piuttosto asciutta, sistemate nel tegame i pezzi di pesce coprendo col sugo, chiudete il coperchio e fate cuocere per circa un quarto d’ora a fuoco medio-basso. Se la salsa si asciuga troppo, aggiungete qualche cucchiaiata di acqua calda.
A fuoco spento, cospargete sul pesce il prezzemolo tritato. Lo stoccafisso richiede tempi un po’ più lunghi di cottura. Se vi avanza un po’ di salsa, potete condirci gli spaghetti o le linguine.
nonsprecare.it

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