sabato 13 dicembre 2014

La fiaba di Santa Lucia

La fiaba di Santa Lucia

Quando S. Lucia salì in cielo, tutti si meravigliarono
nel veder arrivare una persona così giovane.
Ben presto la Santa con i suoi modi dolci ed i suoi occhi pieni di luce conquistò tutti e,
persino lo scontroso S. Pietro si prese cura di lei come fanno i nonni con i nipoti.
Così trascorrevano i giorni in serenità e pace .
S. Pietro, si accorse che un sottile velo di tristezza
si era posato sugli occhi celestiali di Lucia e, decise parlarle.
S. Lucia gli disse che avrebbe tanto desiderato anche per un solo minuto
poter rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri.
S. Pietro, fu talmente colpito da quella richiesta che decise di parlarne col Padre Eterno.
Espose la richiesta tenendo china la testa in segno di profondo rispetto;
restò immobile ad aspettare una risposta poi,
udì un tintinnio, socchiuse gli occhi e vide che il buon Dio
teneva in mano una piccola chiave d'oro.
" Tieni Pietro, questa é la chiave che apre una finestrella che dà sul mondo,
prendila e portala a S. Lucia " disse il Signore.
S. Pietro fu così meravigliato che afferrò la chiave e corse
a cercare la sua Santa bambina, felice di aver esaudito il suo desiderio.
Immediatamente gli occhi della santa s'illuminarono e i due salirono su di una nuvoletta
che li portò alla magica finestrella.
Quando arrivarono, Lucia con la mano tremante, infilò la chiave nella fessura e,
come d'incanto, le apparve laggiù il mondo.
La giovane fu soddisfatta di quella visione e, per lungo tempo,
non desiderò più aprire gli occhi sulle cose terrene.
Una notte però, il suo sonno venne turbato da lontani lamenti e pianti.
Lucia, preoccupata decise di prendere la chiave per vedere cosa stesse accadendo.
Fu in quel momento che la santa vide tutte le cose ingiuste, la vita dissoluta,
il male, ma soprattutto vide bambini che soffrivano e piangevano.
Rammaricata richiuse piano la finestrella e, una profonda tristezza,
calò sui suoi dolcissimi occhi celesti.
" Caro Pietro," disse il Signore " Io so quello che turba S. Lucia.
Ella soffre per i patimenti dei bambini e le privazioni alle quali sono sottoposti."
ed aggiunse: " Ho deciso, daremo l'incarico proprio a Lei
di portare una volta all'anno un po' di allegria sulla Terra e,
tu Pietro, le dirai che il Signore l'autorizza a scendere
il giorno del suo martirio cioè il 13 dicembre
per portare doni a tutti i bambini della Terra.
Ora vai, corri, voglio che torni la luce in quei santi occhi.
" S. Pietro si affrettò a cercare Lucia per darle la bellissima notizia.
Subito alla santa si riempì il cuore di letizia.
Mancavano pochi giorni al 13 dicembre, e Lucia non disponeva di nulla ,
perchè in Paradiso, non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli.
S. Pietro chiamò S. Lucia e disse: "Vedi là nello spazio ?
Eccolo, lì c'é un cavallino, una bambola, un trenino,
là c'é una trombetta, una trottola, li vedi ?
Sai cosa sono tutti quei giochi ? Sono i giochi superflui, inutili,
abbandonati e dimenticati dai bambini viziati e mai contenti.
I giochi sono come le persone, se nessuno li vuole più,
preferiscono andare nello spazio, sperando d'incontrare
qualche bimbo disposto a giocare con loro..
Prendine quanti ne vuoi e portali a chi ne ha veramente bisogno" .
S. Lucia cominciò ad afferrare tutti quei giocattoli abbandonati.
e li mise in grandi sacchi che appoggiò sulle spalle.
" Ma cara Lucia, così non arriverai mai con tutto quel carico, pesa troppo "
disse Pietro e col suo vocione esclamò:
" C'é qualcuno qui che sarebbe disposto ad aiutare S. Lucia ? " " Iho...Iho...
" Tu, mio dolce asinello ? Se a Lucia va bene, andrà bene anche a me "
disse Pietro guardando la santa.
" Bravo asinello, tu sarai il mio fedele accompagnatore, vedrai,
quando ci vedranno i bambini che gioia sarà per loro"
disse Lucia accarezzando la generosa bestiola.
Ecco come nacque il viaggio di S. Lucia e del suo asinello;
da allora non hanno mai mancato all'appuntamento
ogni 13 dicembre con i bambini buoni e bravi.



Fonte:Web

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