ღஐღ

mercoledì 28 luglio 2021

VIVERE CON LEGGEREZZA:E se provassimo a...


E se provassimo a prendere la vita con il soffio della leggerezza? Planiamo sulle cose, dall’alto

Siamo circondati da persone pesanti e spesso noiose. Da evitare. La leggerezza invece ci avvicina agli altri. Aiuta a non prenderci troppo sul serio. Ci regala energia e sorrisi.

Siamo circondati, talvolta assediati, da persone pesanti. Persone che si gonfiano, si autocelebrano e a forza di farlo diventano noiose. Insopportabilmente noiose e pesanti. Laddove invece abbiamo tutti bisogno di leggerezza, sana leggerezza. Anche perché, come è scritto in un best seller pubblicato in Svezia (La guida scandinava per vivere 10 anni di più), la leggerezza probabilmente contribuisce ad allungare la vita e sicuramente la migliora. In tutti i sensi, in qualsiasi angolatura e spigolatura, nei momenti nei quali il mondo sembra girare nel verso giusto e tutto quadra, e quando invece siamo presi da un naturale senso di sconfitta, di abbandono e di solitudine.

VIVERE CON LEGGEREZZA
Ci sono molti testi che parlando di questo fondamentale stile di vita, ma quello insuperabile resta il libricino scritto da Italo Calvino in occasione delle 5 lezioni che doveva fare ad Harvard con le sue sei proposte per il nuovo Millennio. Era il 1985, mancavano ancora 15 anni al nuovo secolo, quello attuale, e Calvino, che non riuscì a tenere le lezioni a causa della sua morte improvvisa, con il tocco visionario del poeta e dello scrittore di fiabe, riuscì a scolpire in poche parole l’essenzialità della leggerezza. Ovvero «il planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore». Qui c’è tutto.


VIVERE LA VITA CON LEGGEREZZA

La leggerezza, infatti, è uno sguardo per atterrare nel duro e faticoso quotidiano della vita, dall’alto, e non esserne travolti, dal basso. Non con l’occhio della supponenza o dell’alterigia, ma con un comportamento naturale che ci fa vedere le cose in profondità e allo stesso tempo le distanzia dall’affanno del presente. Pensate solo un attimo a quante persone che ci circondano si prendono sempre e solo sul serio, si gonfiano, si auto-rappresentano, si auto-elogiano, si auto-citano. Sono pesanti, prive del soffio vitale della leggerezza, da abbinare invece all’auto-ironia, altrettanto lieve ed efficace. A un fantastico gioco a due con l’esistenza, quasi un braccio di ferro, per non prendersi mai troppo sul serio.

PRENDERE LA VITA CON PIÚ LEGGEREZZA

Calvino aveva capito bene quanto il mondo contemporaneo marciava unito e compatto, in una cecità di massa, verso la nuvola dell’Io, Io, Io, dove il Noi scompare del tutto. La leggerezza, invece, ci avvicina all’altro, ci aiuta a sentirci comunità, a tessere il filo dell’empatia e della solidarietà. Ci spinge fuori dal ghetto dell’indifferenza e ci porta nel campo libero del piacere di sentirci in qualche modo, non virtuale, connessi, da relazioni anche sottili, leggere appunto, ma non per questo meno importanti. Nel consentirci di «non avere macigni nel cuore», la leggerezza, un contrario della superficialità (chi assimila i due termini non ha capito nulla e deve ripartire da zero), è una forma di naturale prevenzione contro il rancore, l’odio, la voglia, anche feroce, di regolare, prima o poi, i conti.

La leggerezza è e resta sempre la più solida alleata dell’ottimismo della volontà, quello che serve quando la vita ci sembra buio, quando tutto, anche il coro dei luoghi comuni, sembra spingerci verso l’abisso del pessimismo, non sempre ispirato dalla ragione, ma talvolta espresso solo dal conformismo. Da ciò che ascoltiamo come un sottofondo musicale e poi ripetiamo come dei pappagalli. La leggerezza è vita, prima di essere stile di vita. Ed è energia, preziosa come un talismano quando la durezza della vita non ci fa sconti, da abbinare con qualche sana e ricorrente risata (di alleggerimento). Se poi riusciamo ad alleggerire oltre alla testa e all’anima, anche gli armadi che talvolta fotografano la nostra insensata pesantezza, allora è probabile che alla fine saremo costretti a dare ragione all’autore del best seller svedese, Bertil Markulnd, un medico del servizio pubblico: leggeri si campa più a lungo.


Vivere con lentezza, per vivere meglio. I 14 comandamenti per riuscire nell’impresa


Rallentare” alzare lo sguardo e prendersi del tempo per riscoprire l’autenticità dei gesti e degli attimi che accompagnano la nostra vita. È ora di riscoprire la lentezza, e anche la noia


vivere-lentezza-comandamenti-1

Lenti, per vivere meglio. Non per pigrizia, indolenza, fuga dalle responsabilità, furbizia: no, per riacquistare un pezzo importante della propria vita, della propria identità, dei propri desideri. E non sprecare se stessi in un’affannosa e spesso controproducente, o comunque inutile, resa alla fretta, la fretta quotidiana e incontenibile.

VIVERE CON LENTEZZA
L’attore Luca Zingaretti, alias il commissario Montalbano, nel dare una spiegazione all’enorme successo di una serie televisiva inaugurata nel 1994, più di vent’anni fa, ha fornito una spiegazione molto interessante: «In un mondo troppo svelto, il commissario Montalbano rappresenta l’elogio e la virtù della lentezza». Dal punto di vista narrativo non c’è dubbio che, grazie alla magica mano di Andrea Camilleri, la fortuna nazionalpopolare di un personaggio così ben arrotondato, in tutti i suoi dettagli, deve molto a questo fiume di variopinta lentezza che scorre nelle pagine, e poi nelle immagini, di Montalbano. Dal punto di vista dei nostri attuali stili di vita, la lentezza è invece una conquista che dobbiamo realizzare. E rallentare è sempre più percepita, come raccontiamo spesso in questo sito, come una parola d’ordine vincente, ma anche come un grido di battaglia contro lo spreco della frenesia dominante. E per tradurla in pratica, vincendo appunto la nostra difficile partita a favore del benessere e del buon senso, bisogna partire dalle piccole cose, dai piccoli gesti quotidiani. Metterli in fila, e provare a conquistarli uno per uno, come ci viene indicato dall’associazione Vivere con lentezza.


I “COMANDALENTI” PER VIVERE CON LENTEZZA
“Rallentare”, alzare lo sguardo e prendersi del tempo per riscoprire l’autenticità dei gesti e degli attimi che accompagnano la nostra vita. Prendersi una pausa per riconsiderare il ritmo della propria vita, per non farsi travolgere dallo sconforto e dalla frenesia, nel privato, nel lavoro e nel tempo libero. È ora di riscoprire la lentezza e anche la noia, in una società che ci vede sempre di corsa e in cui i pochi spazi di relax a nostra disposizione vengono a volte vissuti come una perdita di tempo.

IMPORTANZA LENTEZZA
Vediamo allora i 14 “comandalenti” per riscoprire la lentezza:

Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.

Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.

Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita (questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in ascensore).


Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara.

Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer…se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.

Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall’altra parte della città.

Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.

Non correte per forza a fare la spesa, senz’altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.

Anche se potrebbe costare un po’ di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sotto casa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.

Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.

La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv
.
Evitate qualche viaggio nei weekend o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.

Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.

Smettiamo di continuare a ripetere: “non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

LENTEZZA IN CUCINA
Ed ecco anche i 7 comandamenti per vivere con lentezza in cucina:

Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate… crediamoci.
La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un’ottima scelta per controllare colesterolo e peso.

È scientificamente provato che l’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?

Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l’olfatto, il gusto… anche l’udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore).

Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.

Evitiamo il “due in uno”. Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.

Non precipitiamoci … il cinema, la lavastoviglie, l’ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano.

https://www.nonsprecare.it/
 

Nessun commento: