venerdì 5 agosto 2016

CURARSI CON LA CAMOMILLA.Nel Medioevo la...


Nel Medioevo la camomilla era ritenuta un ottimo aiuto contro la stanchezza, per le sue proprietà toniche. Si narra che anche Alessandro Magno utilizzasse la camomilla per le sue proprietà, e fu proprio lui ad introdurre questa pianta in Occidente. Veniva usata per le sue capacità di placare l’ansia, per calmare il dolore e facilitare la sudorazione in caso di febbre.

prima cosa si deve ricordare che la camomilla è caratterizzata da costituenti idrofili e lipofili, e che per ognuna di queste categorie si riconoscono delle proprietà tipiche differenti. Tra i componenti idrofili si ricordano i flavonoidi, le cumarine glicosilate e gli acidi fenolici che, estratti con solvente acquoso, conferiscono all’estratto proprietà spasmolitiche, sedative ed antiossidanti. In particolare, la proprietà ansiolitica è dovuta alla presenza di una molecola flavonoidica detta apigenina 7-glucoside. L’altra classe di principi attivi, solubili in olio, è rappresentata daterpeni (molecole a basso peso molecolare, tra cui monoterpeni e sesquiterpeni ciclici eterei), cumarine ed azuleni (camazuleni e bisabololo, estratti soprattutto dai capolini), che attribuiscono all’estratto una tipica colorazione azzurra: questi costituenti concorrono alla formazione di un olio essenziale che vanta proprietà antisettiche, antinfiammatorie e lenitive.Da sempre riconosciuta per le sue proprietà tranquillanti, sedative e decongestionanti, la camomilla nasconde altre note molto particolari: per esempio, un tempo era abitudine mettere dei fiori di camomilla sopra il pane spalmato d’aglio per renderlo più digeribile.

La camomilla veniva applicata anche localmente negli occhi, sottoforma di infuso, nel trattamento della congiuntivite, per sfruttarne le proprietà lenitive.Le preparazioni possibili della camomilla sono molteplici, anche se la più comune è certamente l’infuso, attraverso le bustine di fiori essiccati reperibili in qualsiasi supermercato (le bustine contenenti la camomilla setacciata sono quelle più efficaci, poichè presentano una concentrazione maggiore di principi attivi). L’infuso tiepido di camomilla tramite impacchi è indicato per le infiammazioni cutanee, acne e foruncoli in genere, reumatismi, piccole contusioni, lesioni da scottature, dolori articolari e reumatici, arrossamento degli occhi, congiuntiviti e orzaioli, problemi del cuoio capelluto. L’infuso assunto come bevanda può essere invece usato contro infiammazioni della gola, gengiviti, disturbi pre/mestruali, spasmi dell’apparato digerente, gas intestinali e per diminuire la temperatura corporea negli stati febbrili.Ma i benefici della camomilla possono essere riscontrati anche con altre modalità di assunzione: olio essenziale ( solitamente utilizzato diluito, è reperibile in erboristeria in flaconcini): 3/4 gocce per frizionare in aggiunta alle solite creme, sarebbe un efficace aiuto in caso di disturbi della pelle (arrossamenti, scottature); utilizzato in aggiunta all’acqua della vasca per un bagno rilassante; usato regolarmente dopo o nello shampoo schiarisce i capelli biondi che tendono al castano; aromatizza e arricchisce i prodotti cosmetici, le pomate, i colliri; olio semplice: utile, frizionato, per alleviare i dolori di origine reumatica, il mal di schiena, il mal di testa; tintura: un cucchiaino (o 3 gocce in una zolletta di zucchero) aiuterebbe a ridurre gli spasmi dell’apparato digerente e i disturbi della sindrome premestruale. CAMOMILLA IN BUSTINA

In etichetta viene indicato il tipo di camomilla. Quella setacciata è la più ricca di principi attivi. Quando vi sono diciture del tipo «contiene tutte le parti del fiore» siamo invece di fronte ad una miscela di fiori interi e fiori sfatti(camomilla “corrente” o “prima”).



Alcune ditte utilizzano anche una miscela costituita da pochi fiori e molti gambi (camomilla macinata), povera di principi attivi, più amarognola, apprezzata nel nord Europa.Le bustine possono anche contenere piccole quantità di vegetali estranei, ossia semi o fiori infestanti della camomilla. Questo non accade nei fiori interi, venduti con il nome di “fiori puri”, “extra” o “sopraffina bottonata”. Nonostante in etichetta venga consigliato l’uso di una bustina per tazza, ne occorrerebbero 2 o 3 per raggiungere la dose indicata dagli erboristi.In etichetta viene anche indicata la data di scadenza: infatti la camomilla perde gran parte delle sue proprietà dopo due anni...

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