martedì 24 marzo 2015

Mal di testa, tosse, crampi allo stomaco… prova il basilico!


Mal di testa, tosse, crampi allo stomaco… prova il basilico!
Il basilico, oltre ad essere uno dei pilastri della cucina mediterranea, ha notevolissime proprietà in campo medicale: ha la capacità di stimolare l’appetito e contemporaneamente stimola la secrezione dei succhi gastrici e la produzione di saliva favorendo così la digestione.
In caso di crampi allo stomaco o vomito, l’infuso preparato con circa 4 grammi di foglie secche poste in un bicchiere di acqua calda per circa 15 minuti ci potrà essere di aiuto. Pochi sanno che è un ottimo galattagogo ovvero stimola la produzione di latte durante l’allattamento.
Utile anche per alcune patologie: raffreddore, tosse e mal di testa potranno essere combattuti anche con questa pianta aromatica. Il basilico è caratterizzato da un’alta percentuale di sostanze antiossidanti, che svolgono una importante azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi (particolarmente abbondanti in coloro che soffrono di patologie degenerative).

Quando è più efficace
È stato dimostrato che gli oli essenziali ricavati da piante raccolte in inverno e primavera hanno una maggiore azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi rispetto a quelli ricavati da piante raccolte nei mesi estivi ed autunnali. La capacità antiossidante è dovuta alla presenza di alcuni polifenoli, tra i quali, l’acido rosmarinico, cumarico e vanillico. Il basilico, soprattutto quello invernale e autunnale, ha anche una capacità antimicrobica, in particolare più spiccata verso i batteri piuttosto che i funghi. Ha anche un’azione positiva nel combattere aterosclerosi e iperlipidemia, proprio perché si è osservata la sua capacità di ridurre colesterolo e trigliceridi.
Efficace come un farmaco
Grazie ad uno studio condotto dai ricercatori del Poona College of Pharmacy, in India, è stato dimostrato che la pianta possiede capacità antinfiammatorie, specialmente nei confronti delle infiammazioni causate dall’artrite reumatoide, patologia infiammatoria cronica, su base autoimmune che attacca e distrugge i tessuti articolari, riducendo decisamente la qualità della vita delle persone che soffrono questa patologia. La ricerca si è basata sull’analisi di due varietà, l`Ocimum americanum e l`Ocimum tenuiflorum, e ha portato alla scoperta della capacità di entrambe di ridurre il dolore articolare fino al 37% in 24 ore. L’effetto antifiammatorio di questa preziosa pianta è stata paragonata dai ricercatori a quello di alcuni farmaci che vengono impiegati per la cura dell’artrite reumatoide ma, a differenza di questi, il basilico non causava alcun effetto collaterale come l’astenia e la pirosi gastrica. I ricercatori suppongono che l’azione antinfiammatoria sia attribuibile alla presenza dell’eugenolo, sostanza che contribuisce all’aroma caratteristico del basilico. Questa sostanza è anche presente nell’olio essenziale dei chiodi di garofano e nelle foglie della cannella.
Gli studiosi comunque non escludono il coinvolgimento di altre sostanze e la ricerca va avanti con la speranza che questa pianta aromatica possa essere ben presto usata per la produzione di farmaci capaci di contrastare l’artrite reumatoide.
Tante varietà: tutte buone!
Il basilico appartenente alla famiglia delle Labiate, il basilico è una delle piante aromatiche più note e apprezzate in cucina. È una pianta originaria dell’Asia e del Medio Oriente e il suo uso si è diffuso in Italia grazie ai Romani che la portarono con sé quando ritornarono dalle campagne militari. In base alle differenze di aspetto e aroma, ne esistono più di 50 varietà, tra le più famose segnaliamo: il basilico genovese con foglie di color verde intenso e dall’odore delicato; il basilico napoletano con foglie grandi e bollose dal profumo intenso; il basilico cannella e il basilico fine verde. Il suo nome deriva dal sostantivo greco “basilikòs” o “basileus”, che vuol dire “re” o “pianta regale”. Anche questa pianta è stata oggetto di superstizioni e credenze popolari: nel Medio Evo le si attribuivano proprietà magiche tanto che veniva usata per la preparazioni di filtri e pozioni. Si riteneva perfino che potesse essere un’arma utilizzata per combattere i draghi.
In cucina è utilizzato per la preparazione di cibi sia dolci che salati. È un ottimo ingrediente per la preparazione di condimenti per la pasta (vale la pena ricordare il pesto alla genovese); per la preparazione di gustosi intingoli che accompagnano sia la carne che il pesce; ma anche per la preparazione di bibite rinfrescanti, gelati e sorbetti. Se fritto, le foglie si prestano come originale elemento decorativo per la presentazione dei piatti.
di Valentina Schirò (biologa nutrizionista)

3 commenti:

Donatino Mastrogiorgio ha detto...

Piu ke buono ottimo io l'ho metto anke nel kaffe',
freskonaturalmente tagliato fino.konsiglio!

Donatino Mastrogiorgio ha detto...

Piu ke buono ottimo io l'ho metto anke nel kaffe',
freskonaturalmente tagliato fino.konsiglio!

Donatino Mastrogiorgio ha detto...

Piu ke buono ottimo io l'ho metto anke nel kaffe',
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